parole

Se le parole trasformano la realtà

paroleLe parole cadono, proferite da bocca umana, sui soggetti e sugli oggetti dando loro vita. Facendoli emergere dall’oscurità in cui l’ignoranza li ha relegati. Nascono a vita nuova ogni volta che vengono indicati. Grazie ad esse mondi reali e fantastici si animano.

Le parole non solo hanno un potere creativo, ma sono anche taumaturghe: se ben usate sanno alleviare e guarire menti e cuori.  Se l’uomo cammina su un filo in equilibrio tra l’essere e il non essere (parafrasando Shakespeare), o il nulla che lo precede e il nulla che lo seguirà, e sotto di lui, tumultuoso, si agita l’oscuro abisso dell’insignificanza, ecco apparire, quasi per un dono divino, la Parola.

La parola, dunque, crea stando al racconto della Genesi, ma è anche strumento di divisione, sofferenza e distruzione.

Alla nostra libertà è lasciato il difficile compito di scegliere come usarle.

E che responsabilità per lo scrittore che non si accontenta di pronunciarle, lasciando che nascano e muoiano nel breve tempo del loro suono, ma le vuole fissare nella forma del segno.

by Enrico

 
 
 

2 commenti su “Se le parole trasformano la realtà”

  1. Bella miniatura il tuo post!!!
    La parola per Colui che scrive… tentativo di dare un senso a quell’abisso di insignificanza, o l’unica via per confinare “il molteplice popolo interiore irrimediabilmente muto”-come dice Marcoaldi-?
    Tutti le usiamo con o senza proposito, con dedizione oppure distrattamente, per amore o disamore, ma Colui che scrive va oltre il suono e può capitare che quei segni fissati sulla carta o sulla rete, mentre stan facendo grandi viaggi, ci riportino intimamente a casa, catarticamente tengano insieme i cocci di noi.

    “Nel rileggere ora le mie poesie mi scopro effettivamente a ripercorrere una mappa schematica, ma accurata, del mio passato. Si può dire quindi che stiano tenendo insieme la mia vita e questa è un’idea che mi piace.” Raymond Carver

  2. Il post di Enrico, pur nella sua “stringatezza” è molto denso. Enrico, che è un mio compare in esercizi di equilibrismo digitale, ha evidentemente una visione del mondo molto diversa dalla mia, ateo militante.
    Eppure… eppure mi sento in sintonia con grossa parte del suo testo. Il potere della Parola, o parola minuscolo (e in questo caso togliere la maiuscola di rispetto non penso sminuisca la grandezza della parola) è innegabile. Ho avuto modo di scriverne tempo fa per una rivista (il testo si può trovare anche qui: http://www.alessandromiglio.com/?p=403).
    Con le parole abbiamo creato mondi e ultramondi. Le parole sono state (e sono) architravi per costruzioni complesse di qualunque genere.
    Romanzi, fiabe e favole, ucronie e utopie – a volte con un gigantesco effetto mobilitante – sono frutti del potere delle parole. A ben vedere, salendo sulle spalle del gigante Feuerbach, dio stesso è creazione della parola umana.

Facci sapere cosa ne pensi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.