Gli ebook attaccano, Gutenberg resiste

ebook contro gutenberg

Le cinque parole del titolo bastano a sintetizzare la situazione del mercato editoriale all’alba del 2013.
Il tanto temuto – o sperato – sorpasso dell’ebook sul libro di carta ancora non c’è stato e forse è il caso di cominciare a chiedersi quando – e se – mai avverrà.
Comunque, se le cinque parole del titolo vi sembrano poche, potete leggere il resto del post e farvi un’idea più precisa.

Il mercato dei device si satura, i lettori di ebook aumentano

Poco dopo il Natale del 2012, il PewResearchCenter ha pubblicato il rapporto E-book Reading Jumps; Print Book Reading Declines. Un lavoro ben fatto, con tante pagine in appendice dove viene spiegato il metodo di ricerca, cosa rara nelle pubblicazioni italiane rivolte al grande pubblico.

 Il mercato americano continua a crescere:

  • aumentano i lettori che possiedono device di lettura (e-reader e/o tablet). Sono ormai il 33% mentre erano il 18% nel 2011.
  • aumentano in parallelo i lettori che leggono anche in digitale. Sono passati dal 21 al 30%.

il grafico presenta la percentuale di lettori di ebook negli USA: nel 2011 il 21%, nel 2012 il 30%

Certo dati così aggregati non restituiscono le differenze che pure sono interessanti. Per esempio a metà del 2011 c’erano più e-reader che tablet tra le mani dei lettori. Oggi invece i tablet lasciano indietro i dispositivi a inchiostro elettronico di parecchi punti percentuali.


Chi è il lettore-tipo di ebook?

A proposito della stratificazione dei lettori di ebook è interessante sapere che il lettore tipo è laureato o diplomato, ha un reddito familiare di almeno 75.000$ all’anno e un’età compresa tra i 30 e i 49 anni.

Il lettore tipo di ebook negli USA è laureato o diplomato, ha un reddito familiare di almeno 75000 dollari all'anno e un'età compresa tra i 30 e i 49 anni.


Libri da ascoltare

Tre americani su quattro sono lettori e quasi tutti – cioè l’89% – leggono libri stampati. Il 30% legge anche ebook e una buona parte (17%) ascolta audiolibri.

[toggle title=”a proposito di questi dati”] La popolazione di lettori è calcolata su tutti gli individui di età maggiore o uguale a 16 anni che abbiano letto almeno un libro nel corso dell’anno. [/toggle]

Non tutti i lettori “consumano” la stessa quantità di titoli e quindi, dopotutto, sapere che in media gli americani leggono 15 libri all’anno lascia un po’ il tempo che trova.

È più interessante guardare al numero 6, la mediana del campione.

Quanti libri si leggono negli USA? La mediana è 6, cioè il 50% legge meno di 6 libri all'anno, il 50% legge più di sei libri all'anno.

Ecco, così va meglio: sappiamo che la metà dei lettori legge meno di 6 libri all’anno, un’altra metà legge più di 6 libri.

[toggle title=”volendo approfondire…” open=”false” ] La mediana è un indice ancora troppo sintetico. Ecco come risulta, un po’ più realisticamente, la stratificazione tra lettori deboli e forti:
– 7% ha letto 1 solo libro nel 12 mesi precedenti
– 14% ne ha letti 2-3
– 12% ne ha letti 4-5
– 15% ne ha letti 6-10
– 13% ne ha letti 11-20
– 14% ne ha letti 21 o più[/toggle]


Italia: cresce la percentuale di lettori digitali. Ma in numeri assoluti…

L’Associazione Italiana Editori (AIE) pubblica ogni anno un rapporto. Sul web è disponibile liberamente la sintesi del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2012 ed è da questo documento che partiremo per dare uno sguardo sul mercato italiano del libro digitale.

Poco meno della metà (45,3%) della popolazione italiana ha letto almeno un libro nel corso del 2011. Meno degli americani? Non è detto, perché le due statistiche prendono a riferimento una popolazione diversa.

[toggle title=”a proposito di questa differenza”]L’ISTAT considera “lettori” le persone di età maggiore di 6 anni che abbiano letto almeno un libro (non scolastico). Negli USA si parte da 16 anni. Una discrepanza notevole.[/toggle]

Tra il 2010 e il 2011 i lettori italiani di ebook sono aumentati del 159%! Un bel balzo in avanti, vero? Più o meno. Infatti sparare valori percentuali spesso tende a drammatizzare molto i dati e questo ne è un esempio (non è estrapolato dal rapporto dell’AIE, l’ho calcolato io).

In termini più realistici l’AIE ci dice che nel 2011 circa 1.100.000 persone (il 2,3% della popolazione maggiore di 14 anni) hanno letto almeno un ebook. Nel 2010 erano 691.000 (1,3%). Quindi l’aumento c’è stato, ma scritto così ha un altro sapore.

Nel 2010 691000 italiani leggevano ebook. Nel 2012 1100000 italiani leggevano ebook


Italia: e-reader e tablet

Nel 2011 c’erano 1.391.000 dispositivi di lettura (e-reader: 533.000; tablet 858.000) tra le mani dei lettori italiani.
Il numero è quasi raddoppiato (mentre abbiamo visto che il numero dei lettori di ebook non è raddoppiato, è “solo” moltiplicato per 1,59). Ciò lascia pensare che chi acquista un tablet non sia automaticamente interessato a leggere libri digitali, attività per la quale magari usa un e-reader o magari preferisce del tutto la carta.
Inoltre non vengono presi in considerazione gli smartphone, device senza dubbio più ostici per la fruizione di un libro, ma ho visto spesso persone leggere testi sul telefonino.


Due riflessioni a mo’ di chiusura

I primi giorni di febbraio del 2013, Nicholas Carr (autore del celebre libro Internet ci rende stupidi?) ha pubblicato un articolo sul «Wall Street Journal». Il titolo è accattivante: Don’t Burn Your Books—Print Is Here to Stay e gli sono debitore per il titolo del più modesto post che state leggendo.

Carr, non senza un po’ di ironia, avverte i lettori dei libri cartacei di stare tranquilli, perché l’era dei libri stampati non è finita. Il cuore dell’articolo di Carr ruota intorno all’idea (che condivido) che l’iniziale esplosione del fenomeno degli ebook sia stata un’aberrazione.

Il grafico mostra la caratteristica curva a S, tipica di una funzione logistica, associata da Rogers alla diffusione delle innovazioni.

In effetti è almeno dagli anni Sessanta del secolo scorso, grazie agli studi di Everett Rogers, che si sa che l’adozione di nuove tecnologie tende a seguire una funzione logistica e quindi a disegnare la classica curva a S, caratterizzata da una lenta adozione iniziale, seguita da una brusca impennata seguita da un andamento quasi lineare.
A frenare e poi interrompere il processo di adozione dell’innovazione intervengono nuove tecnologie (che vanno a sostituire le precedenti) e la raggiunta saturazione del mercato.
Insomma non è detto che gli ebook possano aspirare a sostituire o affiancare i libri di carta nella totalità della popolazione dei lettori. Magari troveranno comodo fermarsi al 30%.

Una seconda questione ha a che vedere con l’oggetto libro. L’ebook e i device di lettura tendono a scimmiottare la tecnologia del libro di carta (Gino Roncaglia parla di riconoscibilità mimetica nel suo libro La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro).
Eppure è sempre più frequente la fruizione di microtesti o l’atomizzazione del processo stesso della lettura, come accennavo poco sopra a proposito della lettura sugli smartphone. Le statistiche si concentrano sul libro e i suoi “surrogati” ma evitano di prendere in considerazione questa fetta di – nuovi? vecchi? – lettori. E questo potrebbe essere un interessante tema di riflessione per chi lavora sui contenuti. Come valorizzarli, anche da un punto di vista economico?


Per approfondire

Per un altro punto di vista: ottimo articolo di Giuseppe Granieri (direttore editoriale di 40k) che disegna lo scenario attuale dal punto di vista dell’industria dell’editoria. Le conclusioni dell’autore sono ben diverse dalle mie. Giuseppe sostiene che dietro al passaggio dalla carta al digitale «non ci sono le nostre preferenze personali. Piuttosto, c’è un problema industriale. Così la domanda corretta che dobbiamo porci è: quando la circolazione della carta (giornali e libri) toccherà il punto in cui produrla e distribuirla cesserà di essere economicamente sostenibile?».

Per un’analisi sui dati italiani, molto approfondita e un po’ polemica: un post di @DucadiBaionette che si intitola Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2012.


 

Ringrazio Riccardo Canova che ha realizzato i grafici che corredano questo post.

 

One Response

  1. Concita

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