Il segreto di una notte da ricordare

ovvero La scoperta degli audiolibri: in Sicilia con David Copperfield

Il prologo: un bel quadretto famigliare

Il camper

Il camper si riposa davanti al mare. (Splendida foto scattata dal vostro eroe, nonché autore di questo post.)

Immaginatevi un camper scassato, un aitante giovanotto con gli occhiali e la barba, una bella brunetta solare e procace e una bimba di quattro anni con gli occhioni azzurri, una voce squillante e l’aria furbetta. Questo bel quadretto siamo io e la mia famiglia. L’immagine è un po’ edulcorata, forse. Non mia moglie e mia figlia, che sono davvero così. Io, invece, dovendo confessare la verità, potrei ammettere per esempio che non sono più un giovanotto ma ormai sono diventato un ometto. Aitante lo rimango sicuramente, e anche sugli occhiali e la barba posso confermare.

Respirando libertà a zonzo con il camper

Sì, perché ad agosto, cadesse il mondo, si va in viaggio con il camper. Io, Sabrina e Irene a zonzo con il camper per un intero mese – che è ormai diventato una tappa fondamentale dell’anno.
Respiriamo libertà in giro per l’Europa.

Una notte intera davanti

Ora, dovete sapere che mi piace guidare di notte. In realtà non è che mi piaccia davvero, è solo che ad alcune condizioni – nell’ordine: caldo estivo soffocante, centinaia di km in autostrada con un camper vecchio che non supera gli 80 km/h e bimba di 4 anni molto curiosa (e piuttosto molesta) -, beh, mi sembra di gran lunga l’opzione migliore. Il programma-di-inizio-viaggio-della-famiglia-Oliva, generalmente, è questo: partenza di sera da Torino, viaggio notturno, arrivo a destinazione in mattinata.
Di norma, alle 21.30 circa, con il sottoscritto alla guida, mia moglie e mia figlia vanno a nanna: è così che mi ritrovo con un’intera notte davanti a me in solitaria, per guidare, pensare e… ascoltare.

E poi un giorno, in partenza per la Sicilia…

… ho scoperto gli audiolibri. È stato subito amore.
Cercavo un audiolibro gratuito, un autore classico e un libro la cui mole cartacea fosse sufficiente a dissuadermi dalla lettura ma che in qualche modo stuzzicasse la mia curiosità. Ho trovato il David Copperfield (clicca qui per scaricarlo) di Charles Dickens sul sito Liber Liber, letto da Silvia Cecchini.
Ho cominciato ad ascoltarlo tra le gallerie di Genova mentre il sole tramontava, con l’entusiasmo tipico che da sempre mi assale quando sto partendo per un viaggio, quel misto di ricerca di avventura, sete di conoscenza, di umanità, di vita.
Ho ricordi precisi del momento in cui ho iniziato l’avventura dell’audiolibro di Dickens: la voce suadente di Silvia Cecchini, le immagini partorite dalla mia immaginazione di David Copperfield bambino. Visioni, voci ed emozioni che si confondevano e si mischiavano con il traffico dell’autostrada e il mio sguardo curioso sui palazzi che si susseguivano tra Genova Voltri, Pegli e Nervi.

Perché tanto entusiasmo?

Guida di notte

Guidando di notte… (Foto di autore ignoto e senza copyright, trovata dopo una lunga ricerca su Internet.)

Ho ascoltato, fumato e guidato per tutta la notte. Mi sono emozionato, arrabbiato, spaventato, commosso, rallegrato. Il David Copperfield, in soldoni, è la storia di un bambino che diventa uomo. È una crescita lunga più di 1000 pagine, ovvero decine di ore di lettura che si traducono in una miriade di personaggi molto diversi l’uno dall’altro, ma tutti molto ben tratteggiati e reali, profondi. Fedeli governanti, patrigni crudeli, madri attente ma remissive, gentiluomini poco gentili e nobildonne poco nobili, insegnanti insensibili, amici veri, inquietanti tuttofare dalle mani unte, donne combattive, parrucchiere nane, garzoni, prostitute, emigranti in cerca di fortuna, avvocati, bottegai. Il David Copperfield è un’opera mozzafiato. Dickens stesso affermò che questo romanzo era “il suo figlio preferito”.
Più guidavo e passavano le ore, più la lettura (o meglio, l’ascolto) mi entusiasmava. I fattori scatenanti di tanto entusiasmo erano principalmente due: innanzitutto Charles Dickens, perché è davvero un maestro di scrittura. E in secondo luogo la voce di Silvia Cecchini, che è davvero bella e coinvolgente.

In traghetto sullo stretto di Messina

Con un camper che non supera gli 80 km/h, arrivare a destinazione (ovunque sia la tua destinazione) diventa piuttosto lungo. Eravamo nei dintorni di Roma che il cielo albeggiava. In realtà, le ore erano volate seguendo la linea tratteggiata sull’asfalto, l’autostrada davanti a me, l’oscurità intorno, e le mille emozioni che mi suscitava l’ascolto del romanzo.

Prima del sorgere del sole mi sentivo catapultato in un’altra dimensione: vuoi per la stanchezza, vuoi per la stranezza della nottata, vuoi per le emozioni provate, non solo ero totalmente immerso nell’opera di Dickens, ma ero anche perdutamente innamorato della lettrice Silvia Cecchini.

Orme sulla spiaggia. (Foto di mia moglie).

Orme sulla spiaggia. (Foto scattata da mia moglie sulla spiaggia di Pozzallo, nel sud della Sicilia. I piedi sono i nostri.)

Quando mia moglie e mia figlia si sono svegliate, ho spento l’audiolibro e ci siamo fermati in un campeggio nei dintorni di Formia. Due giorni di mare laziale, e poi di nuovo un’altra notte in compagnia di David e Silvia. In traghetto sullo stretto di Messina, dopo un’altra notte di viaggio, David era già diventato un tirocinante presso uno studio legale e si era innamorato felicemente della figlia del suo principale, dopo aver vissuto quello che alla maggioranza delle persone può capitare vivendo 10 vite.

Epilogo

Ho proseguito l’ascolto del David Copperfield nelle piccole tappe che facevamo, questa volta di giorno, guidando sulla costa orientale e meridionale dell’isola, nell’esplosione di luce dell’estate siciliana.

Dopo un mese, tornato a casa, ho scovato su Internet la mail di Silvia Cecchini (il sito che propone – in vendita e gratuitamente – i suoi audiolibri lo trovate qui). Le ho scritto per ringraziarla: ha investito un sacco di tempo per produrre un audiolibro splendido e lunghissimo, e l’ha fatto a titolo volontario, senza velleità di guadagno. Almeno un grazie se lo meritava.
Ho evitato di scriverle che mi ero innamorato di lei sentendo la sua voce. Non per pudore, né per non apparire matto.
Solo perché mia moglie mi ucciderebbe. (Speriamo che non legga mai questo post).

Facci sapere cosa ne pensi