Quel che chi scrive non può dimenticare/1-2

Cinque pro memoria per non perdere il filo

Tranquilli, questo articolo non fomenta paranoie quali “avrò mica lasciato il gas aperto?”, tarlo che scatena le insonnie più tormentate, oppure “ma avevo chiuso bene la porta?”, domanda che sopravviene quando si è ormai a 400 km da casa e ci aspettano due settimane di vacanza quotidianamente funestate dal dubbio.

Eppure le possibili dimenticanze degli scrittori sono ugualmente gravi: chi scrive deve sapere che non è mai solo! Vediamo quali figure rischia di scordare “in autogrill” nel lungo viaggio verso una soddisfacente e piena realizzazione dei propri testi.
Cari scrittori, non dimenticate…

1) I lettori

Talete

Questo è Talete, che per distrazione cadde in un pozzo… Occhio!

Mai sottovalutare i lettori, che sanno essere gente in gamba; però, anche mantenendo stima e affetto nei loro confronti, non date nulla per scontato! Non sono cresciuti con voi, i loro gusti e interessi non coincidono perfettamente con i vostri e soprattutto non hanno il potere di leggervi nel pensiero (accontentatevi che leggano tra le vostre pagine).Quindi evitate di farli sentire stupidi, parlando di letteratura bizantina o chimica organica come se fossero materie di pubblico dominio, e trattenetevi dal gettarli nello sconforto perché non possono cogliere riferimenti essenziali alla comprensione dell’intera vicenda (“Il suo atteggiamento, simile a quello di Troilo, non poteva che sorprendere gli abitanti di Bekoji” Chi??? Dove???). Cercate, senza essere didascalici, di fornire sempre abbastanza elementi per godere della trama e del contesto in cui è inserita.Mettetevi nei panni del vostro pubblico e proponete sentieri percorribili, privi di salti logici o di passaggi che avete immaginato ma vi siete dimenticati di scrivere. Bisogna stimolare e mettere un po’ alla prova, ma non si possono lasciare ostacoli troppo ingombranti.

2) I personaggi

Libri con post it

Non pensiate che bastino due post it per ricordare tutto.

Il potere di un autore ha alcuni limiti: non pensate di poter trattare i personaggi che avete creato come burattini! Vanno invece ascoltati, seguiti, assecondati, solo in alcuni casi contrastati.
Ci sono casi estremi di scrittori e personaggi in conflitto, ma generalmente la ragione di questa raccomandazione è meno folle: si tratta semplicemente di rispettare la natura dei personaggi cui si è dato vita. Questi interagiscono tra loro, talvolta cambiano, possono perfino contraddirsi, ma tutto questo è in qualche modo legato a come compaiono e si muovono tra le righe del testo. Non può decidere in modo solitario e autoritario una persona che in quelle pagine neanche c’è… Sì, certo, le scrive, le inventa, ma deve lasciare spazio anche alle più spontanee inclinazioni dei frutti della sua ispirazione.
Garantite una certa autonomia ai vostri personaggi, qualunque sia il sentimento che provate nei loro confronti. Ciò permetterà anche che non si appiattiscano troppo sul vostro carattere e sulla vostra psicologia (magari interessantissimi, però… che noia un mondo letterario pieno di “io”, no?).

 

 

 

[continua]

 

Svilupperemo queste e molte altre attenzioni (in modo più articolato, serio e pratico) durante gli Opifici di scrittura narrativa.

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