4 domande a un autore che vuole pubblicare un ebook. E anche qualche risposta

Caro autore, ti ho già parlato in generale del percorso che, secondo noi di equiLibri digitali, dovresti intraprendere per pubblicare il tuo libro. Con questo post voglio invece provare a rispondere alla domanda: che spazio esiste in Italia per una pubblicazione solo digitale?


 Perché pubblicare un ebook?

Prima di ogni cosa: pensa al tuo progetto. E considera che il mezzo non è neutrale.
Il tuo progetto di pubblicazione prevede il ricorso a numerosi link?
La tua narrazione potrebbe avere un senso se organizzata in modo non sequenziale?
Pensi che l’inserimento di video o gallerie di immagini potrebbe arricchire l’esperienza di lettura del lettore?
Quello che vuoi pubblicare è un saggio che vuoi dotare di un glossario o di citazioni estese?

 

Cyrus Cylinder

Il Cilindro di Ciro (Persia, VI secolo a.C.). Il mezzo non è indifferente.

Se hai risposto sì ad almeno un paio di domande, faresti bene a prendere seriamente in considerazione una pubblicazione nativamente digitale.


 Di che cosa parliamo quando parliamo di progettazione di un libro digitale?

La prendo alla lontana: Zagreb, romanzo d’esordio di Arturo Robertazzi (aka @ArtNite) è nato come romanzo di carta nel 2011. Nel 2012 è uscita la versione arricchita (eZagreb)che offre la possibilità al lettore di passare dalla dimensione romanzesca a quella dell’approfondimento storico-politico.
Nel 2013 Zagreb, che nel frattempo ha cambiato editore, rinasce e cambia ancora. Il libro è molto bello e ti consiglio di leggerlo per due motivi: 1) ne vale la pena in sé; 2) potrai capire di che cosa parlo quando parlo di progettazione di un libro digitale.

 

Zagreb Romanzo di Arturo Robertazzi immagine dal blog che accompagna l'ebook

Zagreb Romanzo di Arturo Robertazzi

 

Stai pensando di pubblicare un classico romanzo, tutto testo e lineare? Non c’è nulla di male, basta fare un giro su qualsiasi ebook store e noterai che la produzione digitale dei grandi editori non è nient’altro che questo. Certo, sembra un po’ riduttivo e qui puoi farti un’idea sul perché l’editoria digitale dovrebbe sforzarsi di produrre manufatti digitali.


 

Qual è il mercato della lettura digitale in Italia?

Hai deciso che il tuo progetto può nascere digitale? Oppure stai valutando se valga la pena di affiancare i bit alla carta?
Bene, prendi in considerazione il mercato a cui ti rivolgi.

Nel 2011 la situazione italiana era più o meno quella tratteggiata in questo post. Nell’ultimo anno c’è stata una grande crescita percentuale, ma i numeri assoluti dei lettori digitali italiani rimangono, bisogna proprio dirlo, esigui: 1,6 milioni i lettori di ebook secondo i più recenti dati dell’Associazione Italiana Editori, a fronte di una platea di lettori di oltre 20 milioni. (A questo url trovate varie sintesi tematiche del rapporto AIE 2013.)

 

Germania, anni Trenta, folla di persone fa il saluto nazista, solo un uomo non alza il braccio

August Landmesser, Amburgo 13 giugno 1936.
Magari in mezzo alla folla stai cercando proprio lui.

 

Al di là delle considerazioni generali sul mercato, però, penso che dovresti porti una domanda più specifica: come puoi raggiungere il tuo pubblico potenziale?
L’interrogativo è meno ozioso di quanto sembri, perché se hai già una forte presenza in rete puoi comunicare al tuo pubblico l’esistenza del tuo ebook in modo molto più semplice ed efficace rispetto a chi la rete non la vive e non la frequenta.
(E se vuoi saperne di più ne abbiamo parlato in un post dedicato a LibrInnovando 2013).


 

Case editrici native digitali: un’opportunità?

Fin qui ti ho descritto la scelta di pubblicazione digitale come se fosse una tua scelta autonoma. Be’, in effetti non è così, anche perché non ti sto parlando di self-publishing , che è tutta un’altra storia.

Allora ti conviene drizzare le antenne e individuare l’editore più vicino al tuo progetto. I grossi e storici editori hanno quasi tutti una linea digitale (o, per meglio dire, digitalizzano ciò che mandano in stampa) e penso che al momento ti converrebbe gettare lo sguardo sulle piccole case native digitali che ormai sono numerose.

Se hai una presenza in rete consolidata e un’idea chiara non superiore alle 60.000 battute, da’ uno sguardo a 40k e in particolare agli Unofficial.

Se scrivete testi di narrativa c’è WePub, che tra l’altro si impegna a rispondere a ogni partecipante, anche in caso di valutazione negativa.

Nativi digitali edizioni è nata da poco e sta costruendosi un catalogo. Se quello che hai appena finito di scrivere è il tuo primo libro, questa piccola casa editrice potrebbe fare per te. Se poi ti rivolgi a un pubblico giovane pare che apprezzino particolarmente.

Emma Books e Zandegù sono piccoli carri armati rosa che pubblicano solo digitale: la prima ha il rosa anche come genere letterario (ma non solo), la seconda – dopo essere risorta da una pira di libri a stampa – continua la sua ricerca di testi surreali.

Quintadicopertina è ormai veterana, ma merita attenzione sia nella narrativa sia nella saggistica, perché le solide competenze tecniche e la voglia di sperimentare offrono sempre sorprese (e se vuoi farti un’idea più precisa, scarica Qui Siria per capire che questi genovesi non scherzano).

Infine, Informant è un altro progetto molto interessante se quello che vuoi pubblicare è un’inchiesta o un saggio.

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