Se il teatro viaggia in metro

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Una lettura sensoriale ambientata a Pechino… Dalla foto non capite che cosa succede? Perché va provata di persona!

“Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco.”
(Josef Koudelka)

 

Per mostrare concretamente che abbiamo cercato di essere attenti e attivi anche nel periodo di rado aggiornamento del blog (come sosteniamo nel post precedente), vi proponiamo qualche suggestione (soprattutto fotografica, perché certe situazioni vanno lasciate immaginare, non descritte dettagliatamente) rispetto a una delle ultime iniziative a cui abbiamo preso parte.

Si tratta di un compleanno: la metropolitana di Torino ha compiuto dieci anni!

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Potevamo non partecipare a tale gioviale genetliaco, considerando che la raccolta di racconti uscita dal nostro primo laboratorio di scrittura (gli Opifici di scrittura narrativa) si muoveva proprio tra le fermate della metro torinese?
Aggiungiamo poi che la giornata scelta per i festeggiamenti (il 21 febbraio, un mese prima della giornata mondiale della poesia e dell’inizio della primavera) prevedeva fin da subito una serie di diverse e originali attività (qui il programma), improntate a un interessante coinvolgimento di passeggeri e viaggiatori…
Insomma, l’occasione era ghiotta!

2016-02-21 16.51.06

Un angelo postmoderno racconta pensieri attraverso un tubo… e tutto si ferma, perfino la scala (fino ad allora mobile).

Così, appena i Lettori d’Assalto, gruppo di attori professionisti che fa della lettura il terreno per esperienze particolari, ci hanno chiesto di collaborare con loro, abbiamo afferrato il nostro bilanciere da funamboli della parola.

In che cosa è consistito il nostro modesto aiuto?

Abbiamo seguito le loro idee e ispirazioni per scrivere i testi di alcuni micro-spettacoli che animassero la fermata Porta Susa: Viaggi al centro della metro ha proposto alcune performance capaci di distogliere i passanti dal caos cittadino per immergerli in un teatro vivo e accompagnarli per mezzo mondo… Londra scortati da una sorta di desolato capitano Nemo, Berlino ascoltando i sussurri di un angelo con eccezionali poteri ed eccezionale umanità, Parigi specchiandosi in una romantica ragazza abbandonata, Lisbona tra le divagazioni di un appassionato di Pessoa, Pechino vista da due opposte prospettive e scoperta attraverso suoni e odori, o ancora la stazione di una città senza nome dove solo uno sguardo poteva aprire alla solitudine e all’incontro…

Sperimentare l’effetto immediato di queste brevi e un po’ folli composizioni, grazie all’interpretazione che ne hanno fatto i Lettori d’Assalto, è stata una conferma della potenziale incisività dei giochi letterari quando vengono calati nelle situazioni quotidiane, ma anche un incoraggiamento a seguire e perseguire forme di scrittura artigianali, da plasmare insieme a professionisti diversi e soprattutto interloquendo con i lettori, senza snobismi, resistenze, timori.

Forse una strada – o almeno un sentiero – consiste nello spezzare il ritmo della quotidianità, per dischiudere la voglia di incontro con storie di libri, di persone, di passanti, di viaggi in metro, per perdersi e ritrovarsi

“La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori.
Ciò che vediamo, non è ciò che vediamo ma è ciò che siamo.” (Fernando Pessoa)

 

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