La parola nel silenzio

silenzioIl silenzio è il paesaggio, lo sfondo per cui è possibile proferire la parola e senza esso la parola non potrebbe essere data. Essa emerge dal e per il silenzio.

Mi sento fuori tempo e fuori luogo solo per aver pensato di scrivere questo post sul silenzio, ma si sa che certi concetti bussano alla mente e al cuore dello scrittore ed entrano, quando meno se lo aspetta, senza chiedere permesso. Il silenzio, dunque, relegato oggi in spazi sempre più circoscritti e ai margini di vite sempre più soffocate da chiacchiere, gossip e demagogia: tutti linguaggi costruiti su false parole, che nulla cambiano. Tutto procede come se le parole non fossero state pronunciate.

Assaporato in tempi molto ristretti, ritagli strappati allo tsunami di suoni che continuamente sconquassano la nostra esistenza.

Non più radice prima e originaria della stessa possibilità della vita autentica e della parola vera, sembra consegnato all’oblio. Esiliato da colei (la parola) che ha creato, il silenzio attende sottotraccia il momento del suo riscatto. Riscatto che paradossalmente le potrà essere dato solo dalla parola stessa (Dabar).

C’è un tempo per tacere e uno per parlare, e c’è un modo di tacere e uno di parlare. Su queste coordinate si inserisce lo scrittore e la sua scrittura.

Enrico Frau

 
 

One Response

  1. Laura 5 marzo 2013

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