Immaginare personaggi credibili. Dieci consigli per un aspirante scrittore partendo dagli errori più comuni/3

 

Ricordi i primi consigli per un aspirante scrittore? Qui si parlava della necessità di rivolgersi sempre a un destinatario, di immaginarlo accanto a te mentre scrivi. Il secondo consiglio lo trovi qui: senza conoscere bene ciò di cui scrivi non andrai da nessuna parte. Siamo arrivati al terzo consiglio. E il gioco inizia a farsi interessante.

Se i personaggi sono assolutamente inverosimili…

 

mamma

Due mesi fa una ragazza ci ha recapitato il suo romanzo per una valutazione. La lettura è stata piacevole e il manoscritto mi ha fatto una discreta impressione. Questa volta si trattava di un romanzo leggero e divertente, un viaggio per l’Italia di cinque amiche trentenni che cercano inutilmente di capire cosa fare della propria vita ma rimarrebbero volentieri legate all’età della fanciullezza.  Il romanzo è davvero ben scritto, a tratti profondo, ironico, con alcuni passaggi davvero spassosi. (Non farò mai esempi su testi mal scritti, ma solo su romanzi e racconti che hanno delle potenzialità, “sprecate” però per non aver tenuto conto di alcune regole di base).

Il problema è che se non mi avessero pagato per dare una valutazione a questo manoscritto, beh, probabilmente dopo le prime 20 pagine avrei abbandonato la lettura. All’inizio, infatti, ero davvero demoralizzato: alcuni personaggi erano così irrealistici da rendere poco credibile l’intero svolgimento del romanzo. Un esempio? Una delle cinque ragazze la più matura e “normativa” del gruppo di amiche, è madre di due gemelli di 10 mesi. Ora, dimmi quale madre di famiglia con due figli così piccoli si può permettere di fare un viaggio di quasi un mese (un mese!) con le amiche. Per una mamma di un bimbo di pochi mesi è già difficile allontanarsi per qualche ora! Non pensare che un errore di questo tipo sia di poco conto: qualunque genitore alle prese con il romanzo ne rimarrebbe molto perplesso, a un passo dalla diffidenza. Una buona ragione per essere totalmente diffidente, in questo caso, arriva alla pagina successiva: il gruppo di amiche del romanzo parte per le vacanze a metà marzo. Conosci qualche lavoratore che abbia la possibilità di farsi un mese di vacanza a marzo, deciso, così, all’ultimo momento? È plausibile che cinque amiche siano tutte in grado di partire in quel periodo dell’anno? Dipende dal lavoro che fanno, certo. E l’autrice, per “giustificare” lavorativamente questa partenza, si è arrampicata sui vetri. Perché attenzione: decidere la professione dei tuoi personaggi in un manoscritto non è un dettaglio: la professione del tuo protagonista va a incidere per esempio sulla sua istruzione e quindi sul suo modo di parlare, ma anche sui soldi che ha in tasca, sulla casa in cui abita, sull’auto che utilizza, sul suo stile di vita.

primoCaGrazie al personaggio il lettore si immedesima in ciò che legge

È un esempio, ma è anche un invito a ragionare. La lettura di un romanzo è piacevole perché ci trasmette delle sensazioni, delle emozioni. Ma è attraverso il personaggio che il lettore riesce a immedesimarsi, a “entrare” nella storia, provando felicità, dolore, rabbia, apatia, incomprensione, calore, empatia. Sorridendo, ridendo, commuovendosi. Nel caso citato, invece, la mamma è stata descritta in maniera così irrealistica e inverosimile da non riuscire a generare in me alcuna sensazione, se non un generico senso di fastidio.
L’autrice del manoscritto in questo caso è una ragazza giovane senza alcuna esperienza di bambini piccoli. È naturale che ignori tante informazioni e comportamenti – anche di base – sui bimbi e sulla genitorialità. Ma questa mancata verosimiglianza ha fatto sì che la mia lettura fosse densa di perplessità. Una co-protagonista così poco credibile rende poco credibile l’intera storia e spesso la sensazione si estende anche all’autore.

Ci ricolleghiamo così al secondo consiglio, quello di documentarsi. Scrivi solo su argomenti che padroneggi, altrimenti informati il più possibile prima di iniziare a scrivere.

 In sintesi, il consiglio allo scrittore

Per scrivere un buon racconto o un buon romanzo è fondamentale permettere che il lettore si immedesimi in uno o più dei personaggi. Immagina dei personaggi credibili, realistici, in cui ci si possa immedesimare. Mi raccomando, però: immaginare dei personaggi realistici non significa uniformarli o  “appiattirli”. Anzi, caratteri diversi e particolarità anche stravaganti danno originalità e forza alla storia.

(Segue un altro post sui personaggi, Quando i personaggi immaginano i loro autori, clicca qui per leggerlo)

(Questo post è una piccola parte di un intervento proposto durante il Laboratorio di scrittura “Opifici di scrittura narrativa” organizzato da equiLibri digitali a Torino dal 20 marzo al 13 maggio 2013). 

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