Ebook giornalistici italiani: paura di osare?

Cane farmers reading newspapers

“Cane farmers reading newspapers”
State library of Queensland, Australia, via Flickr

Da una rapida rassegna delle principali testate italiane, in fatto di ebook si è ancora lontani dal “long-form journalism” e la scelta di argomenti sembra più orientata alla coloratura “instant”. La questione spesso trascende l’argomento e coinvolge l’intero sistema del giornalismo italiano con la sua “agenda setting”, sconfinando poi in quel vasto campo delle testate online che tanti punti di contatto sembrano avere con gli ebook giornalistici.
Le scelte dei principali quotidiani sembrano così orientate a un tendenziale conservatorismo privo di coraggio, il che si traduce a una certa ripetitività dei temi trattati.

Vatican insider e Instant

Il quotidiano La Stampa di Torino pare abbia deciso di sfruttare il fortunato filone di Vatican Insider, sezione presente sul sito web della testata dedicata alle vicende d’Oltretevere: con la collaborazione di 40K, il quotidiano di Torino ha prodotto ben due ebook su questo tema, largamente pubblicizzati sul portale del quotidiano: Benedetto XVI. La rinuncia e Papa Francesco. Le altre produzioni targate La Stampa confermano invece il taglio localistico del quotidiano torinese con un elenco che all’ombra della Mole si potrebbe compilare a occhi chiusi: Famiglia Agnelli, Juventus, un libro su “Torino Parallela”, uno sulla storica rubrica di dialogo con il lettore “Specchio dei tempi”. Eccezione nell’eccezione il fenomeno Grillo e le Primarie del Partito Democratico, argomenti di tendenza in molti altri quotidiani nazionali.

Gli ultimi dati Audiweb disponibili, quelli sul febbraio 2013, confermano il successo di Repubblica.it come giornale online più letto sul web. Qui viene definito “giornale online” ogni portale di una testata preesistente al web perché a dominare nei clic, sempre secondo Audiweb, sono Libero.it e Virgilio.it (oggi una cosa sola) che pure (ri)producono notizie: questo dato incide non poco sul comportamento dei giornali online, alla costante caccia di potenziali nuovi clic (per i contratti pubblicitari) e quindi all’inseguimento di facili imitazioni (vedere una fortunata vignetta di Zerocalcare). Last but not least, i dati su Virgilio e Libero coinvolgono anche interrogativi sul giornalismo odierno.

Repubblica e ebook, ad ogni modo, si incontrano nella parola “instant” con la quale è stata chiamata la collana di libri digitali dell’editoriale L’Espresso-Repubblica. In poche parole si è scelto di cavalcare la moda dell’instant book – la cui espressione massima è forse rappresentata dai libri Chiarelettere – in parte su i passi de La Stampa. I principali temi toccati pescano dall’attualità politica recente: il caso Grillo, le Primarie del centrosinistra, la crisi della Lega Nord, le Olimpiadi e un Diario con le parole del 2012. Tutti firmati dai “grandi nomi” di Repubblica e introdotti spesso da un altro di questi “grandi”.

Autori e curatori

newspaper_eastman

“Man seated casually on stool, smoking cigar and reading newspaper”
George Eastman House, via Flickr

La questione degli autori non è secondaria e squarcia il velo di Maya su questi ebook giornalistici. In molti casi anziché un autore è presente un curatore, oppure la consueta dicitura “AA.VV.”, la qual cosa dimostra che si è di fronte a raccolte di articoli e raramente a reportage cartacei “a puntate” riuniti in unico volume, più che ad approfondimenti paralleli. Una tendenza seguita anche da Il Fatto Quotidiano che, collezionando “pezzi”, racconta il fenomeno Grillo, le Primarie, le inchieste lombarde e le più recenti iniziative di Sergio Marchionne alla guida della Fiat, tutti portanti la dicitura “Migliori editoriali di…” oppure “Raccolta di articoli”. Vero è però che l’inchiesta “lunga” e una certa attenzione a raccontare le pieghe nascoste di una certa vicenda rappresentano una prerogativa fondante del quotidiano di Padellaro: molti, alla nascita di questo giornale, hanno visto una riproposizione quotidiana dei volumi della Chiarelettere. Altrettanto vero è che la forma “lunga” dei reportage, è più caratteristica del giornalismo anglosassone.
Scelta originale de Il Fatto Quotidiano è quella di raccogliere in ebook le vignette di Vauro e Natangelo, un’iniziativa editoriale di fatto unica nel digitale ma sulla scia di precedenti cartacei di successo, come i libri di Forattini e i due volumi di Makkox, da Il Post. Qui si va però verso il fumetto e sulla effettiva potenzialità del genere sui dispositivi elettronici.
La scelta di Padellaro&Travaglio di selezionare titoli di narrativa e saggistica sul proprio sito (imitando L’Unità), forse non riguarda il giornalismo in sé, rientrando più nell’ambito delle iniziative editoriali, ma mostra come stiano cambiando le abitudini editoriali: se una volta si tornava dall’edicola carichi di supplementi, domani dovremmo preoccuparci dello spazio sull’hard disk.

Corriere della Sera

Sulla linea d’ombra tra approfondimento e instant ebook si pongono i libri digitali editi dal quotidiano più antico d’Italia, una rosa di titoli di argomento giornalistico ma corredati di elementi quali documenti e stralci di verbale che nel quotidiano cartaceo non avrebbero trovato spazio. Naufragio Costa Concordia (e successiva inchiesta), Un anno senza Steve Jobs, I segreti di Don Verzè, Batman & Co. (scandalo fondi pubblici Regione Lazio), I segreti del Vaticano ed Enigma Pistorius sono alcuni dei titoli: in uno di questi spunta il nome di Sergio Rizzo, uno dei fautori del “long-form journalism” in Italia (La Casta e successivi). Per il resto la scelta editoriale degli ebook del Corriere spazia da approfondimenti “instant” consueti (Grillo, Papa e Primarie) a varia come le guide economiche-fiscali e memorialistica (“dialoghi” o ritratti di, tra gli altri, Mondonico, Levi-Montalcini, Dalla). Un corpus abbastanza ricco, che trasforma lo storico quotidiano in un editore vero e proprio: sulla libreria online Ibs, infatti, alla voce editore c’è scritto “Corriere della sera” e non il consueto Rcs.

Temi e tempi 

Questa rapida rassegna a volo di uccello sul mondo dell’editoria digitale giornalistica in Italia non può trascurare due siti che producono, vendono e promuovono reportage o “giornalismo narrativo” in formato ebook. Si tratta di Inform-ant.com e Quintadicopertina.com. Colpisce, di questi siti, la varietà dell’offerta orientata a un tipo di giornalismo indipendente e variegato: si parla delle rivoluzioni arabe, del traffico di rifiuti tossici, di Africa e di Asia, argomenti trascurati dalle iniziative dei maggiori quotidiani.
Il nodo è legato ai tempi. Le inchieste long-form, sono essenzialmente senza tempo, comprendendo anni di fatti e conseguenze, laddove in Italia sembra prevalere la logica “instant”, la notizia appena accaduta, lo scandalo ancora caldo. Una scelta che alimenta e promuove un certo conservatorismo: i temi non mancano ma il coraggio sì e si preferisce consolidare i gusti dei lettori più che fornir loro nuovi spunti di riflessione.
È per ragioni di questo tipo, ad esempio che molti lettori, anche colti, non capiscono del tutto le logiche dell’economia globale (la crisi economica è un grande assente, nei titoli) oppure si sorprendano all’udire notizie riguardanti Corea del Nord, Paesi africani o Centro America: troppo spazio è dedicato alle vicende e agli scandali italiani o al massimo europei, felice eccezione Internazionale. Eppure, questo nuovo genere di giornalismo, maturo, “lungo”, non strettamente legato alla stretta attualità e “sporcato di narrativa” si sposerebbe alla perfezione con il nuovo genere di scrittura e di lettura inaugurato dall’ebook.

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