Dopo quanto scade un libro?

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Dopo quanto scade un libro? Voglio dire: i libri, le opere letterarie, hanno una data di scadenza? Dopo un po’ perdono sapore, gusto, senso?

La risposta che vado qui a motivare attraverso alcune rapide suggestioni è un “no” netto e convinto, ma penso che sarebbe interessante anche sviluppare un dibattito intorno a questa provocazione, in quanto le reazioni possono variare a seconda della sensibilità dei vari lettori o in base al tipo di libro.

Talmente sicuro nella mia convinzione circa l’eternità della letteratura, mi permetto di tratteggiare anche un altro paio di questioni: la libertà di confronto tra testi anche distanti e i complessi rapporti di dipendenza/emancipazione tra opere che si sono trasmesse alcuni elementi.

Dopo questa premessa, o stai cercando su Google il mio nome associato a “squilibri mentali”, “manie di grandezza”, eccetera, oppure stai ancora leggendo e ti meriti una doppia citazione sorprendente (e spendibile alle cene per impressionare… ehm, ma anche ammazzare la conversazione, in effetti):

immagine1

[parlare

non mi è più possibile,

ma la lingua mi si spezza, sotto la pelle

subito un sottile fuoco mi percorre]

immagine2

[languiscono le mie membra e la bocca si inaridisce

e in corpo mi nasce un tremito e un’orripilazione

{l’arco} Gandiva cade di mano e la pelle brucia]

 

Dei versi in greco i classicisti sanno che è stato ripreso nella traduzione in latino di Ovidio, ma solo alcuni orientalisti conoscono il passo in sanscrito, forse di sette secoli posteriore (ma la tradizione indiana non è precisa sulla datazione avendo una concezione del tempo diversa dalla linearità cui ci hanno abituato in Europa). Il primo testo è incastonato in una viva e impattante – sarà per la sensibilità femminile dell’autrice – poesia di Saffo e riflette di sentimenti d’amore e gelosia. Il secondo appartiene a un poema epico indiano, la Bhagavad-Gita, e rappresenta il turbamento del guerriero Arjuna di fronte agli eserciti pronti alla battaglia.

La corrispondenza tra le espressioni usate è impressionante, ma i legami tra le due opere incerti… Possibile che il verso greco abbia fatto tanta strada? O è una incredibile coincidenza? A mio avviso, sia che si tratti del potere della parola in grado di volare da una cultura all’altra, sia che si trovi spiegazione in una comune matrice dell’animo umano che conduce esperienze diverse e distanti a esprimersi in modo simile, siamo di fronte a uno straordinario esempio di come una comunicazione efficace travalichi ostacoli di tempo e spazio e abbia una validità indipendente da debiti o crediti.

L’importante per un testo è riuscire a raggiungere emozioni e pensieri di chi legge o ascolta e il dialogo con altri testi non fa che accrescere il fascino e il mistero.

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