Come (si) legge l’estate?

Accadde una notte d’inizio estate…

 

What?

il Tema lib(e)ro

When?

sabato 21 giugno 2014

Where?

alla libreria Borgopò (via Ornato 10, Torino)

Why?

per la nuova edizione di Letti di notte,
l’iniziativa organizzata da Letteratura rinnovabile
e che coinvolge librai, editori, autori e soprattutto lettori in tutta Italia.

Who?

libri ed equiLibri

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Qualche pagina sfogliata e declamata la sera del suggestivo solstizio d’estate, al crepuscolo della notte più breve dell’anno.

Ogni testo ha un segreto e con ogni autore abbiamo un debito. Un debito da non esaurire mai, così da poter continuare a conoscere, leggere e rallegrarci senza sosta di parole.
Crediamo sia importante proteggere i libri, proteggere i luoghi dove li possiamo trovare e ascoltare. Far sentire il valore umano di chi li ha scritti, l’importanza di quel che raccontano e la bellezza oscura di quel che non raccontano.
Leggere storie e dar forma a pensieri che gorgogliano dentro la passione di leggere.

La Letteratura ascoltata e letta ad alta voce in un cortile tra la gente e i libri.


 

 … già l’alba

 

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 […] E alle stecche delle persiane già l’alba. Il gallo, improvvisamente, la suscitò dai monti lontani, perentorio e ignaro, come ogni volta. La invitava ad accedere e ad elencare i gelsi, nella solitudine della campagna apparita.

Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore

 

 

 

 


 

Bambini

– Va bene, – ha detto il papà, – bambini chiudete il buco.
– Un buco, – ha osservato Cosimo, – è divertente da fare, ma è noioso da chiudere.
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Un secchiello pazzesco, giallo e rosso, che faceva delle formine fortissime.
– Calma, – ha aggiunto il papà. – Dove l’hai messo, quel secchiello? –
Ho risposto che forse era in fondo al buco, quello che avevamo appena chiuso.
Il papà mi ha guardato come se volesse darmi una sculacciata, allora ho pianto ancora più forte e il papà mi ha detto che, insomma, lo avrebbe tirato fuori quel secchiello, ma che non dovevo più rompergli le orecchie.

Sempé, Goscinny, Le vacanze di Nicola


 

Un libro

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Bianca gridava, si emozionava, diceva di riuscire a immaginarsi tutto: la città illuminata e i viali alberati e le finestre che inquadrano i rituali domestici. Le strade piene di gente, l’insegna di un Veg Burger e i cinema d’essai. A dire il vero, intorno a noi c’erano solo palazzi e semafori e cartelloni pubblicitari. Tuttavia, ho scelto di non bloccarla – anzi, le ho dato man forte.

Iacopo Barison, Stalin + Bianca

 

 

 


 

Donne

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Tutti i denti nella bocca, Marie. Petto coccardato, fianchi forti. Ti fa pensare all’amor di patria che le faresti se riuscissi a valicare la trincea di ferraglia per scambiare con lei il bacio fraterno dei repubblicani. Chi ci ha provato è finito peggio di quell’altro, gli hanno dovuto riattaccare il naso con lo spago. E buona grazia che lei non l’aveva masticato prima di sputarlo.
Soquanti pensano che è stata la legge sul divorzio a fare increstare così le femmine, ché prima i mariti le battevano a piacere da ciucchi e da sobri, e loro mute sotto. Poi è arrivata la nuova legge e adesso non solo se batti la moglie puoi avere il benservito, ma Saint-Just dice che chi mena una donna dovrebbe essere mandato a ballare con la Camarde. E in verità più d’uno si tocca assieme collo e coglioni.
Com’è come non è, stasera in sezione c’è l’universo mondo. Stipati alla peggio del giorno della festa di Luigino, l’aria finisce subito e si rimane a respirare sudore, alito all’aglio e scuregge. Ma vale la pena, ché dopo la buriana dei giorni scorsi c’è da arrotare parole come baionette.

 

 

Il discorso del folle

Pussin era un illuso. Come troppi in quella temperie, era votato a una causa persa, perché falsa. La regina delle false idee. La convinzione assurda che gli uomini siano uguali, a dispetto del sangue che li vivifica. Come dire che tutte le stelle in cielo sono equidistanti e brillano con la medesima intensità, oppure che tutti i colori sono uno soltanto. […] Pussin aveva tolto i ferri da polsi e caviglie, e si era messo a parlare agli alienati.

Wu Ming, L’armata dei sonnambuli


 

Il mare

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Estoy mirando, oyendo,
con la mitad del alma en el mar y la mitad del alma en la tierra
y con las dos mitades del alma miro el mundo.

Sto guardando, ascoltando,
con metà dell’anima in mare e metà dell’anima in terra
e con le due metà guardo il mondo.

Pablo Neruda, Acqua sessuale


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Giochi e alibi

Erano le tre del mattino e Breavman era contento che tutti dormissero. Così, tutto era più ordinato: i ragazzi e i capigruppo sistemati nelle loro brande, fila dopo fila. Quando erano svegli c’erano troppe possibilità, troppi ego da affrontare, troppi visi da interpretare, troppi mondi in cui entrare. La varietà confondeva. Era già abbastanza difficile incontrare una persona sola. Una comunità è un alibi per il fallimento dell’amore individuale.

Cohen, Il gioco preferito

 

 

 


Un pazzo

 

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Milya tenta di rompere il vetro, ma si fa male. Witold, un pazzo – da più di dieci anni al Georg Rosenberg – dice:
Se non senti l’anima, rompi il vetro con quella.

Tavares, Gerusalemme

 

 

 

 

 

 


 

Persone

copj170.aspBambino, io sto cercando di spiegarti che essere un uomo non significa avere una coda davanti: significa essere una persona. E anzitutto, a me, interessa che tu sia una persona. È una parola stupenda, la parola persona, perchè non pone limiti a un uomo o a una donna, non traccia frontiere tra chi ha la coda e chi non ce l’ha.

Viltà

Ti chiederò solo di sfruttare bene il miracolo d’essere nato, di non cedere mai alla viltà. È una bestia che sta sempre in agguato, la viltà. Ci morde tutti, ogni giorno, e son pochi coloro che non si lasciano sbranare da lei. In nome della prudenza, in nome della convenienza, a volte della saggezza. Vili fino a quando un rischio li minaccia, gli umani diventan spavaldi dopo che il rischio è passato. Non dovrai evitare il rischio, mai: anche se la paura ti frena. Venire al mondo è già un rischio. Quello di pentirsi, poi, d’esserci venuti.

Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato

 

 

 


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Città e campagna

Negli ultimi giorni del maggio 1793, uno dei battaglioni parigini inviati in Bretagna agli ordini di Santerre stava esplorando il temuto bosco della Saudraie, nei pressi di Astillé. Il battaglione non contava più di trecento uomini. La guerra, condotta con tanto accanimento, l’aveva decimato. Dopo i fatti d’armi delle Argonne, di Jemmapes e di Valmy, gli effettivi del primo battaglione parigino erano scesi da seicento volontari a ventisette, quelli del secondo a trentatré e quelli del terzo a cinquantasette. Epico periodo di lotte sanguinose!

Le stagioni delle rivoluzioni

Due sono i versanti delle rivoluzioni, salita e discesa, e su tali versanti si trovano, stratificate, tutte le stagioni, da quella dei ghiacci a quella dei fiori. Ogni zona di tali versanti produce gli uomini adatti al suo clima, da quelli che vivono nel sole a quelli che vivono nella folgore.

Victor Hugo, Novantatré


 Poesia

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I miei poveri versi
non sono belle, millantate parole,
non sono afrodisiaci folli
da ammanire i potenti
e a chi voglia blandire la sua sete.
I miei poveri versi
sono brandelli di carne
nera disfatta chiusa,
e saltano agli occhi impetuosi;
sono orgogliosa della mia bellezza;
quando l’anima è satura dentro
di amarezza e dolore
diventa incredibilmente bella
e potente soprattutto.
Di questa potenza io sono orgogliosa
ma non d’altre disfatte;
perciò tu che mi leggi
fermo a un tavolino di caffè,
tu che passi le giornate sui libri
a cincischiare la noia
e ti senti maestro di critica,
tendi il tuo arco
al cuore di una donna perduta.
Lì mi raggiungerai in pieno.

Alda Merini, I miei poveri versi


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I libri, le librerie, le persone, i volti ci hanno animato di passione, ma – forse – era solo il sogno di una notte d’inizio estate.

“Se noi, ombre, vi abbiamo scontentato,
pensate allora – e tutto è accomodato –
che avete qui soltanto sonnecchiato
mentre queste visioni sono apparse.

che non più d’un sogno è stato,
signori, vi prego, non venga biasimato.

Dunque a tutti buonanotte,
e batteteci le mani.”


William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate

One Response

  1. leandro machina 10 luglio 2014

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