Il punto di arrivo del Laboratorio 2013 (che si chiamava “Opificio di scrittura narrativa”) si è concretizzato in un racconto partito da una parola trita e post-moderna, scelta in quanto metafora e mezzo stesso del viaggio: la metropolitana.
Così, da un treno nei sotterranei di Torino si dipanano viaggi persi, occasioni per cambiare completamente orizzonte e stare a vedere cosa accade quando certe coincidenze si perdono e altre si svelano. I nomi delle fermate, i luoghi sotterranei, le stesse porte di vetro e le stesse scale… un lessico prestabilito come intento e un numero praticamente illimitato di frasi e fati.

Devo andare. Ho la metro da perdere nasce come esperimento di narrazione e si concretizza in un manufatto digitale. L’ipertesto narrativo di questo e-book permette al lettore di scegliere quale diverso inizio dare alla storia in un gioco tra viaggi sotterranei differenti, saltando qua e là da un treno all’altro dopo aver incontrato i protagonisti di tutti i racconti. Il prologo cambia veste e, siccome quella del prologo gli sta stretta, diventa cornice ovvero la matrioska più esterna. Qui un protagonista si muove alla ricerca di 12 personaggi, incontri fortuiti su cui inciampa nel tentativo di arrivare alla fermata di destinazione e ce li presenta scrivendo lui stesso l’architettura dei link e la sua parte di storia.

Le suggestioni create dai 12 racconti (più uno, il prologo) sono online (clicca qui). A voi lettori non resta che farli uscire dal gheriglio di noce digitale della narrazione e dotarli di sensi, mondi, visioni ed emozioni.

Leggi il post che abbiamo pubblicato alla conclusione del Laboratorio
 
 
Leggi l’articolo del corso uscito su
LASTAMPA

 

Guarda i 2 video della serata conclusiva del Laboratorio, un aperitivo letterario con le letture delle opere dei partecipanti. Le registrazioni della serata sono state montate con immagini a tema.