Auguri Calliope!

Nella giornata mondiale della Poesia, diamo uno sguardo …

al di là della siepe
che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte
il guardo esclude

 

Premessa:
pratico gioiosamente il culto di Calliope!
Leggo poesie dai tempi delle scuole, come tutti del resto, ma come pochi non ho mai smesso di apporre segnalibri – di carta – dentro le pagine.

Se non ti sei mai perso nei versi, il termine stesso evocherà per lo più ricordi di lunghi tedi scolastici, rimuginando: – perchè un uomo assennato dovrebbe domandare alla Luna, Che fai tu luna in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?
Ho compreso il perché molte poesie dopo; interrogando io stessa (presumibilmente dotata di un certo senno) il medesimo corpo celeste e provando consolazione ascoltando Dean Martin cantare, When the Moon hits your eye like a big pizza pie, that’s Amore!

Che fine farà l’arte di Calliope nel mondo social?

Al di là della siepenicchia in cui solitamente è venerata, nel web esistono un certo numero di templi a Lei sacri. Una vasta gamma di blog settoriali, siti specializzati, portali letterari e riviste di critica on-line; seguaci del genere che probabilmente già lo erano e hanno trovato nella dimensione globale della rete un luogo di scambio, anche un po’ narcisista. Ma soprattutto esiste l’autopubblicazione e, sebbene non tutti i risvolti del self-publishing mi siano chiari (qui potrete schiarirvi le idee), il web per un Poeta 2.0 rappresenta un mezzo e una possibilità innovativamente democratici.

Il processo di “democratizzazione” messo in atto da Internet consente a chiunque di utilizzare la rete per pubblicare pensieri, poesie, racconti o aforismi. È poi il passaparola telematico a fare il resto. Tutto grazie ai «social network», le reti di relazioni virtuali che mettono in contatto persone nei cinque continenti. Esistono poi veri e propri casi letterari come quello di Thomas Leoncini poeta nato su Internet, notato da alcuni editori e che all’attivo ha oramai tre libri, 47 mila contatti su MySpace e 2.861 amici su Facebook.
(Tratto dall’articolo on-line de Il Tempo, La poesia rinasce sul web.)

 

Questo fenomeno però non esclude, anzi inevitabilmente include, l’esistenza di poesia digitale non propriamente degna di nota. Sta di fatto che, oggi, ESISTE la possibilità di rendere pubblici versi e di scriverli per un pubblico che tende all’infinito! E quel pubblico, talvolta, non li ha nemmeno cercati (googlati), ma si è imbattuto in loro tra i link, provando inaspettatamente piccole catarsi emotive. Appare una luminosa chance per la poesia che scende dal monte delle Muse e si riversa sulla community. Calliope dovrà cercare strade nuove, che coesistano con quelle passate, che preservino i suoi significati facendoli crescere in grembo alla rete con dignità e professionalità.

1_6_10_IATC_Gods__Goddessess___Mythology_Calliope_Rapa

Calliope

Un giorno esisteranno versi scritti per e in molteplici forme di espressione sociale ancora inesplorate, però mi piace pensare che la poesia rimarrà sempre un’arte intima e allo stesso tempo universale.
Scrivere in versi è espressione e comunicazione nuda.
Le parole sono accompagnate da una sinfonia silenziosa, ma reale. Spesso non abitano alcuna sceneggiatura o labirinti per storie e protagonisti. Il poeta culla solo suoni e significati delle parole eppur… comunica! Comunica al lettore emozioni, la sua prospettiva del mondo e dell’Umanità, o per lo più tenta di rassicurarci della comune mancanza di questa prospettiva.
In certe preziose occasioni la parola raggiunge le nostre zone d’ombra, vola via…

Dove? –

Vola alta parola, cresci in profondità. Mario Luzi

 

Se ne scrivono ancora di versi?

 

Se ne scrivono ancora …
Se ne scrivono solo in negativo
dentro un nero di anni
come pagando un fastidioso debito
che era vecchio di anni.
No, non è più felice l’esercizio.
Ridono alcuni: tu scrivevi per l’Arte.
Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro.
Si fanno versi per scrollare un peso
e passare al seguente. Ma c’è sempre
qualche peso di troppo, non c’è mai
alcun verso che basti
se domani tu stesso te ne scordi.
Vittorio Sereni

 

Un fil rouge di link

Una delle verosimili strade per la poesia potrebbe essere il progetto Pleens, attualmente alla sua prima fase di sperimentazione come un’applicazione condivisa su Twitter o Facebook per lo storytelling collaborativo. Si tratta di un progetto tutto in divenire di cui Filippo Pretolani è uno dei fautori assieme a Maffe de Baggis.

ruotadellafortuna1-1024x723

Placeline

È un motore di scoperta di storie, viaggi e prodotti raccontati a partire da un luogo, il posto in cui sei quando lanci l’applicazione (o in cui è un tuo amico). Non è un motore di ricerca per prossimità geografica, ma per continuità narrativa… Le storie geolocalizzate hanno un inizio, ma non una fine: non sono scritte da un autore consapevole, ma da una community emotivamente coinvolta da un social object molto particolare: i propri ricordi legati a una coordinata geografica (il love-in). La tua posizione su una mappa è il “c’era una volta” che si sviluppa tramite una placeline, una serie di link che si snodano da soli via via che ti muovi o che clicchi. A differenza della timeline o del mosaico la placeline è infinita, ma senza dare una sensazione di impegno: la fine è il punto in cui ti fermi, se non sei soddisfatto continui.

 

Esistono luoghi che, come tanti “c’era una volta”, evocano un’intima voce interna; le parole di molti scrittori sono frutto di viaggi disordinati tra le righe e nella realtà. Un’emozione localizzata fa nascere poesia e, ogniqualvolta la rileggiamo, quel luogo sarà tra le pagine. Grazie a Pleens si possono creare versi a sugello di un muro, una chiesa o il cortile della Pinacoteca di Brera a Milano. Attraverso la placeline sarà possibile seguire le parole di chi è vicino geograficamente o ha condiviso quella sensazione. Mentre i love-in si legano tra loro, i versi rimbalzano da un luogo di partenza senza meta, volando tra spontanee trame di emozioni.

Immaginate che un giorno la mappa geografica di Pleens si allarghi alla stratosfera; improvvisamente potremmo vedere apparire un delizioso love-in nel cielo e con un clic comprendere il significato di…

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

 

 

Per conoscere un po’ Calliope, vi consiglio uno sguardo da queste parti:

No Responses

Facci sapere cosa ne pensi