Apostrofi o non apostrofi?

Qualche post fa abbiamo parlato di accenti, ma c’è un’altra questione grammaticale che spesso provoca dubbi amletici anche in scrittori scafatissimi: quante volte ti sei trovato a dover decidere: elisione o troncamento? 

Lapostrofo si segna quando si elimina la vocale finale di una parola che precede un’altra parola che inizia con una vocaleLa caduta della vocale finale è spesso obbligatoria, pensa agli articoli (si dice e si scrive l’ala e non la ala). Attenzione quando scrivi: l’apostrofo non è preceduto né seguito da spazi, sta conficcato tra le due parole.

apostrofi a caso su una scritta murale: entrare a d'agio stanno i bambini

Entrare a d’agio

Elisione, togli la vocale e segna l’apostrofo

L’elisione si trova solo davanti a parole (di genere maschile e femminile) che iniziano per vocale. L’elisione è in pratica obbligatoria:

  • con gli articoli lo, la, una seguiti da vocale;
  • con le preposizioni articolate formate con la e lo (nello, dalla);
  • con la particella ci quando precede il verbo essere (c’era, c’erano, c’è);
  • con gli aggettivi quello e bello (quell’eremo, bell’affare);
  • con santo (sant’Antonio, sant’Eusebio);
  • in alcuni modi di dire come s’intende, quest’ora, quand’ecco, senz’altro, d’ufficio.

L’elisione è facoltativa in molti casi: gli aggettivi questo e questa (questa opera – quest’opera; questo indice – quest’indice); gli articoli le, gli si possono apostrofare (gl’indigeni, l’armi) così come le relative preposizioni articolate, anche se fare questa scelta può apparire piuttosto desueto.

Un discorso a parte meritano i pronomi personali la, le, li, lo. È sempre necessario fare molta attenzione perché è facile inciampare in ambiguità apostrofandoli e d’altronde sempre più spesso si incontrano le forme non elise come regola.

Comunque non si elidono mai i plurali le, li, mentre la si elide spesso davanti a forme verbali composte (l’avevo chiamata ieri, se l’è presa molto per quello scherzo innocente).

Lo è il pronome che si elide più spesso: l’osservavo con attenzione, l’ho sentito raccontare a Luca. In generale non si elidono i pronomi personali ci, mi, si, ti, vi.

Troncamento, togli la vocale e non segni alcun apostrofo

Il troncamento (che a volte i testi di grammatica chiamano apòcope) è la caduta della vocale finale di una parola senza che ciò sia segnalato da un apostrofo.

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mystica_adjustable_spanner_silhouettePer non sbagliare

La differenza tra elisione e troncamento è che l’elisione si dà solo davanti a parole che iniziano per vocale, mentre il troncamento si dà anche davanti a parole (solitamente di genere maschile) che iniziano per consonante. Puoi ricordare questa regoletta empirica per distinguere i due casi.

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L’articolo indeterminativo uno si tronca (si può dire un uomo e anche un tipo, cioè l’ultima vocale cade senza problemi anche se la prima lettera dopo il troncamento è una consonante).

Discorso simile vale per alcuno, nessuno, qualcuno che diventano, ad esempio, non c’è alcun pericolo, nessun ostacolo tra il giocatore e la porta, qualcun altro obbiettò con veemenza. Da notare che al femminile si avrebbero casi di elisione: qualcun’altra, alcun’altra, nessun’altra. Anche quando uno è parte di un numero devi troncare e non elidere: ottantun anni; infatti si può scrivere senza problemi ottantun chilometri.

Buono, quale, tale, bene, suora: sono tutti casi in cui si ha troncamento. Ciò risulta chiaro negli esempi con vocale o consonante che seguono: buon pastore – buon esempio; qual sorpresa – qual è; tal quale – tal altro; ben fatto – ben arrivato; suor Teresa – suor Erminia.

Fare particolare attenzione a quale che spesso si vede scritto con l’apostrofo, mentre l’unico modo corretto è quello tronco (qual è, qual era…).

Altri troncamenti sono professor, dottor, ingegner… quando sono seguiti dal nome proprio o dal cognome.

Una categoria particolare di troncamenti è quella delle con due consonanti finali (ll, nn, rr) che si scempiano (cioè perdono l’ultima sillaba) davanti a consonante (es. caval donato, fan bene).

Gli aggettivi bello, grande, quello, santo hanno una forma tronca per le parole che iniziano per consonante (bel salto, gran Torino, quel tipo, san Francesco), mentre davanti a vocale abbiamo visto che stanno bene con un apostrofo.

apostrofo che manca su scritta murale che dice: Lorgoglio non serve (ma l'apostrofo sì)

Lorgoglio non serve (ma l’apostrofo sì)

Troncamenti con l’apostrofo?

Alcune parole monosillabe hanno l’apostrofo, ma sono casi di troncamento. Infatti sono parole che non “si attaccano” alla parola che le segue. La parola poco che ha la forma tronca po’ e mai pò; la parola modo che troncata diventa mo’ (a mo’ di).

Anche molti imperativi vogliono il troncamento con l’apostrofo:

  • dare diventa da’ (mentre “dà” è la terza persona singolare dell’indicativo presente);
  • dire diventa di’ (il “dì” con l’accento è invece l’abbreviazione di giorno);
  • fare diventa fa’ (mentre “fà” con l’accento non esiste affatto);
  • stare diventa sta’ (mentre “stà” con l’accento non esiste);
  • andare diventa va’ (e anche “và” con l’accento è sbagliato).

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