Vuoi pubblicare il tuo libro? 5+1 consigli per farlo al meglio

1. Preparati a tagliare il cordone ombelicale

e preparati a perdere il controllo della tua opera, che sarà tra le mani di un pubblico. Il lettore potrà difficilmente chiederti spiegazioni, sarà da solo davanti alle tue parole. Pubblicare il tuo libro è una grande responsabilità:  il tuo bambino è pronto per affrontare il mondo là fuori?

Impassioned Speaker - Speaker's Corner, Hyde Park

Impassioned Speaker – Speaker’s Corner, Hyde Park, foto di Stuart Cook via flickr.com

Ricorda: pubblicare significa:
1. Rendere pubblico, cioè noto a tutti, far conoscere pubblicamente, divulgare.
2. Rendere di pubblico dominio per mezzo della stampa.
3. ant. Espropriare un bene dichiarandolo di proprietà pubblica, confiscare.


 2. Non avere fretta

creative reading, panta rhei via flickr.com

creative reading, panta rhei via flickr.com

di finire il tuo testo. Hai controllato che non ci siano imprecisioni storiche se si tratta di un saggio? Il personaggio che hai caratterizzato come accanito fumatore è un talebano antifumo qualche capitolo dopo?

Lascia riposare il tuo testo e tornaci a mente fresca. Fai leggere il tuo manoscritto a una persona di cui ti fidi, ma lascia perdere chi potrebbe darti un giudizio positivo solo per non ferirti. Ecco, probabilmente la tua mamma non è la lettrice più obiettiva.

Attenzione: mentre scrivevi il tuo libro hai sicuramente tenuto sempre a mente il tuo lettore (l’hai fatto vero? altrimenti scopri perché è importante).

Tienilo ancora a mente: che cosa si aspetta di ricevere? Dove e come lo potrai raggiungere? Quali sono le conversazioni che condividete in rete e non? Tutto questo tenere a mente ti tornerà utile al punto 4.


 3. Se devi rifare il bagno

lo fai da solo o chiami un idraulico? Anche se vuoi solo pubblicare un libro, valuta l’aiuto di un professionista, può migliorare di molto il risultato finale.

Già, i libri non si fanno da soli, o meglio è difficile che l’autore riesca a seguire tutto ciò che c’è da seguire nella lavorazione. Un professionista ha l’occhio allenato e gli strumenti adatti per lavorare su un testo.
Devi pagarlo, ovviamente, proprio come l’idraulico (ma probabilmente di meno).

Di chi potresti avere bisogno? Forse di un editor che ti segua come un’ombra benevola durante la scrittura. Magari di un redattore che corregga e sistemi la sintassi e la struttura del tuo manoscritto. Hai mai pensato di ingaggiare un grafico per la realizzazione della copertina e di una impaginazione personalizzata? Non ti darebbe fastidio dare alle stampe un libro con inmperdonabili errori di ortografia? Da’ l’occasione a un correttore di bozze di tirare a lucido il tuo testo.

Dripping tap

Dripping tap, foto di Phil Mc Iver via flickr.com

A chi ti rivolgi? Sul web sono presenti agenzie letterarie e professionisti capaci, basta cercare “correzione bozze” con Google. Valuta con calma, chiedi qualche scheda di lettura e confronta i prezzi e gli interventi che ti vengono proposti.
Se vuoi, puoi iniziare la tua ricerca senza uscire da queste pagine: equiLibri digitali offre strumenti a chi scrive per comunicare con chiarezza e creatività.


 4. Il tuo libro adesso è veramente pronto

Pubblicare il tuo libro: fai da solo o ti rivolgi a un editore?

Tipografia di Francoforte, Jost Amman, via Wikimedia Commons

per essere pubblicato. Se vuoi un editore il nostro consiglio è di inviare il tuo manoscritto solo alle case editrici che possono essere interessate. Non mandare una silloge di poesie alla Bollati Boringhieri, così come non invieresti il tuo manuale di meccanica ad Harmony.
Puoi anche farti aiutare da un’agenzia letteraria, lo fa la gran parte degli autori.

Oppure pubblicati da solo. Le piattaforme di selfpublishing sono ormai numerose e offrono la pubblicazione di ebook e il print on demand (cioè la stampa, di solito con tecnologia digitale, di anche solo una copia del tuo libro).

Carta o digitale? Abbiamo lavorato diverse volte con autori che hanno pubblicato un ebook ma hanno stampato anche qualche decina di copie da regalare ai propri amici. Non escludere che carta e digitale vivano insieme.

Non basare la tua scelta solo sul fantomatico odore della carta o sulla modernità dei bit. Pensa al tuo progetto: il tuo testo può avere caratteristiche speciali che possono essere aumentate o mortificate dal mezzo che scegli.

Due esempi.

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Pagina tratta da Parole in libertà, Filippo Tommaso Marinetti

Al termine degli Opifici di scrittura narrativa del 2013 abbiamo pubblicato l’ebook Devo andare. Ho la metro la perdere. È una raccolta accompagnata da un racconto-cornice, che permette al lettore di scegliere il proprio percorso di lettura in base alle affinità con i personaggi man mano presentati. Senza link ipertestuali il prodotto finito sarebbe stato ben diverso.

Abbiamo invece tutti presente il futurismo, le lodi dell’elettricità, della guerra sola igiene del mondo, della velocità e tutti gli altri simpatici temi della banda marinettiana. Pensate a un’opera come Parole in libertà privata del suo medium: la carta impressa con caratteri tipografici così mobili da scardinare consolidate abitudini. Non ci si riesce, vero?

 


 

5. Carta, ebook oppure

un altro mezzo. Ce n’è a bizzeffe, sul serio. Pubblicare ormai non è solo più affidarsi alle cure di un editore, ma non è nemmeno solo scavalcare l’editore con il selfpublishing. Pubblicare, cioè rendere pubblico, è un’azione che può svolgersi anche attraverso un blog personale o collettivo, oppure aggiungendo il proprio contributo a una piattaforma come THe iNCIPIT, o ancora sfidando i limiti dei 140 caratteri a “paragrafo” di Twitter con gli esperimenti di twitteratura.

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Anche un muro può essere il mezzo adatto per il tuo messaggio. Graffito di Bansky.

Ti ricordi che al punto 3 ti chiedevamo di continuare a pensare al tuo pubblico? Ecco, essere presenti in rete in modo attivo è una palestra per affinare lo stile ma è pure un buon modo per iniziare a conoscere il tuo pubblico potenziale.


 +1. Comunque vada non cedere

alla vanità. Gira al largo dagli “editori” che ti chiedono di pagare per pubblicarti, promettendoti migliaia di copie vendute, promozione, diritti cinematografici sulla tua opera e premi nobel per la letteratura. Rischi di svuotare il portafogli per trovarti con centinaia di copie del tuo libro in casa, nessuna distribuzione, nessun film ispirato dal tuo romanzo e, probabilmente, nessun nobel.

Nel mondo anglofono questi animali metà editori e metà tipografi si chiamano vanity press. In italiano sono più prosaicamente editori a pagamento. Ecco una lista di vanity press, evitatele e casomai investite i vostri soldi per assoldare un professionista che vi aiuti con il testo!

One Response

  1. amitraua 4 ottobre 2013

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